Infortunio per caso fortuito: i giorni di malattia vanno computati nel periodo di comporto
Il periodo di comporto rappresenta uno degli istituti più delicati e spesso oggetto di contenzioso nel diritto del lavoro italiano. Esso tutela il lavoratore assente per malattia, garantendogli la conservazione del posto di lavoro per un determinato lasso di tempo. La corretta imputazione dei giorni di assenza a questo periodo è cruciale, e una recente pronuncia della Corte di Cassazione (la numero 11136 del 2023) ha fornito un chiarimento significativo, specialmente in relazione agli infortuni derivanti da "caso fortuito".
La Suprema Corte ha delineato un principio fondamentale che merita attenzione. In sintesi, i giorni di assenza dovuti a malattia sono computabili all'interno del periodo di comporto, a meno che non si possa ravvisare una specifica responsabilità del datore di lavoro nell'insorgenza o nell'aggravamento dell'infermità. Questo significa che, se la patologia o l'infortunio sono il risultato di un evento fortuito, ovvero un accadimento imprevedibile e non riconducibile a omissioni o azioni del datore, i giorni di assenza correlati rientreranno pienamente nel calcolo del comporto.
Questa distinzione è tutt'altro che accademica. Fino a poco tempo fa, la giurisprudenza tendeva a escludere dal comporto le assenze per malattie o infortuni dovuti a cause esterne alla sfera di controllo del datore, come il caso fortuito. La sentenza 11136/2023, invece, ribadisce che l'esclusione opera solo in presenza di una chiara responsabilità datoriale, ad esempio per violazione delle norme sulla sicurezza sul lavoro o per condizioni ambientali nocive imputabili all'azienda. Se l'evento è puramente casuale e non prevenibile dal datore di lavoro, i giorni di assenza che ne conseguono contribuiranno a esaurire il periodo di comporto a disposizione del dipendente.
Per gli avvocati che assistono aziende, è essenziale valutare con precisione la genesi dell'infortunio o della malattia. La mera casualità dell'evento non è più sufficiente per escludere i giorni di assenza dal comporto. Si dovrà indagare se il datore di lavoro abbia adempiuto a tutti i suoi obblighi di protezione e prevenzione. Analogamente, per i legali che tutelano i lavoratori, diventa cruciale dimostrare un nesso causale tra la condotta (o l'omissione) del datore di lavoro e l'insorgenza della patologia per poter invocare l'esclusione dal comporto. Questo può influenzare direttamente la legittimità di un eventuale licenziamento per superamento del periodo di comporto.
Perché interessa allo studio Questa pronuncia sollecita una lettura attenta delle circostanze che portano all'assenza per malattia. Per lo studio, ciò significa affinare la consulenza offerta sia alle imprese, nell'ottica di una corretta gestione delle risorse umane e della prevenzione di contenziosi, sia ai lavoratori, per una piena consapevolezza dei propri diritti e delle condizioni che possono portare alla risoluzione del rapporto. La valutazione della responsabilità datoriale, anche in contesti di caso fortuito, diventa un elemento centrale nella strategia legale.
