Ricorso per decreto ingiuntivo (artt. 633-644 c.p.c.): requisiti e prova scritta
In breve. Il ricorso per decreto ingiuntivo serve a chi vanta un credito di una somma liquida di denaro, di cose fungibili o la consegna di una cosa mobile determinata, provato per iscritto. Il giudice decide senza contraddittorio, con decreto da emettere entro 30 giorni dal deposito, e ingiunge di pagare entro 40 giorni; il decreto va notificato entro 60 giorni, altrimenti diventa inefficace.
Quando si può chiedere il decreto ingiuntivo
Può chiederlo chi è creditore di una somma liquida di denaro o di una determinata quantità di cose fungibili, o chi ha diritto alla consegna di una cosa mobile determinata (art. 633 c.p.c.), se il diritto è provato per iscritto oppure se il credito riguarda compensi per prestazioni giudiziali o stragiudiziali, o compensi di notai e altri professionisti con tariffa approvata.
Il decreto si può ottenere anche se il diritto dipende da una controprestazione o da una condizione, purché il ricorrente offra elementi che facciano presumere l’adempimento della controprestazione o l’avverarsi della condizione.
La prova scritta
Sono prove scritte idonee le promesse unilaterali per scrittura privata e i telegrammi, anche senza i requisiti del codice civile (art. 634 c.p.c.). Per somministrazioni di merci e di denaro e per prestazioni di servizi di imprenditori commerciali e lavoratori autonomi valgono anche gli estratti autentici delle scritture contabili e le fatture elettroniche trasmesse tramite il Sistema di interscambio.
Quando il decreto è subito esecutivo
Su istanza del ricorrente il giudice concede l’esecuzione provvisoria se il credito è fondato su cambiale, assegno bancario o circolare, certificato di liquidazione di borsa o atto ricevuto da notaio o altro pubblico ufficiale. Può concederla anche se c’è pericolo di grave pregiudizio nel ritardo, o se il ricorrente produce documentazione sottoscritta dal debitore che prova il diritto (art. 642 c.p.c.).
La struttura del ricorso
- Ufficio giudiziario competente (giudice di pace o tribunale).
- Parti: ricorrente con il difensore, l’indirizzo PEC o il domicilio, e il debitore ingiunto.
- Fatti e titolo del credito: il rapporto, l’importo, la scadenza, gli eventuali solleciti.
- Prova scritta: l’elenco dei documenti prodotti (art. 638 c.p.c.), uno per uno.
- Diritto: le condizioni dell’art. 633 e, se la si chiede, l’esecuzione provvisoria con i suoi presupposti.
- Conclusioni: ingiunzione di pagare capitale, interessi e spese del procedimento, nel termine di legge.
- Luogo, data, sottoscrizione, procura e documenti depositati con il ricorso.
Termini e scadenze
- 30 giorni: il giudice emette il decreto entro trenta giorni dal deposito del ricorso (art. 641 c.p.c.).
- 40 giorni: termine assegnato al debitore per pagare o fare opposizione; il giudice può ridurlo fino a 10 giorni o aumentarlo a 60 per giusti motivi (art. 641).
- 60 giorni: il decreto va notificato, con il ricorso, entro sessanta giorni dalla pronuncia; altrimenti diventa inefficace, ma la domanda si può riproporre (art. 644).
Gli errori più frequenti
- Credito non liquido o non provato per iscritto: il giudice invita a integrare la prova e, se non si provvede, rigetta con decreto motivato, comunque riproponibile (art. 640 c.p.c.).
- Chiedere l’esecuzione provvisoria senza documentarne i presupposti dell’art. 642.
- Dimenticare la notifica entro 60 giorni: il decreto perde efficacia.
- Non calcolare gli interessi per periodo e tasso: il calcolo va allegato e deve tornare.
Domande frequenti
Quanto tempo ha il debitore per opporsi al decreto ingiuntivo?
Di regola 40 giorni dalla notifica; il giudice può ridurre il termine fino a 10 giorni o aumentarlo a 60 per giusti motivi (art. 641 c.p.c.).
Le fatture sono prova scritta per il decreto ingiuntivo?
Per i crediti di imprenditori commerciali e lavoratori autonomi relativi a merci, denaro o servizi, sì: le fatture elettroniche trasmesse tramite il Sistema di interscambio sono prova scritta idonea, come gli estratti autentici delle scritture contabili (art. 634 c.p.c.).
Cosa succede se il decreto non viene notificato in tempo?
Se non è notificato entro 60 giorni dalla pronuncia diventa inefficace; la domanda però può essere riproposta (art. 644 c.p.c.).
Quanto costa il contributo unificato per il decreto ingiuntivo?
È ridotto alla metà rispetto all’importo ordinario per lo stesso valore, perché il procedimento d’ingiunzione rientra fra i processi speciali del libro IV, titolo I, c.p.c. (art. 13, comma 3, d.P.R. 115/2002).
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Fonti: Artt. 633, 634, 638, 640, 641, 642, 643 e 644 c.p.c.; art. 13, comma 3, d.P.R. 115/2002, nel testo vigente. Questa guida è informativa e non sostituisce la valutazione dell'avvocato sul caso concreto.