Legge Italiana sull'AI (L. 132/2025) e AI Act: Obblighi per gli Avvocati
La Legge Italiana sull'Intelligenza Artificiale: Cosa Deve Sapere l'Avvocato
L'Italia è diventata il primo Paese europeo a dotarsi di una legge quadro nazionale sull'intelligenza artificiale. Il DDL 1146, approvato in via definitiva dal Senato il 17 settembre 2025 e confluito nella L. 132/2025, stabilisce regole specifiche per l'uso dell'AI nelle professioni intellettuali, in piena coerenza con il Regolamento UE 2024/1689 (AI Act).
L'Approccio Antropocentrico
La legge adotta un approccio antropocentrico, posizionando l'AI come strumento a supporto — e non in sostituzione — del giudizio umano. Tra i principi generali (art. 3) figurano trasparenza, proporzionalità, sicurezza, protezione dei dati, accuratezza, non discriminazione e sostenibilità.
Art. 13: Professioni Intellettuali e AI
L'art. 13 della legge disciplina specificamente l'uso dell'AI nelle professioni intellettuali, stabilendo che il suo impiego è limitato ad attività strumentali e di supporto, con prevalenza del lavoro intellettuale umano. In concreto, attività come la ricerca giurisprudenziale, la redazione di bozze, l'analisi contrattuale o lo screening documentale restano di supporto: la valutazione e la responsabilità sono del professionista.
Un punto cruciale: l'art. 13 impone che le informazioni relative ai sistemi AI utilizzati siano comunicate ai clienti con linguaggio chiaro, semplice ed esaustivo. Si tratta di un vero e proprio obbligo di trasparenza che si aggiunge ai doveri deontologici dell'avvocato.
Art. 15: Attività Giudiziaria
L'art. 15 circoscrive l'uso dell'AI in ambito giudiziario alle sole attività di organizzazione del lavoro giudiziario, ricerca giuridica e supporto amministrativo. L'interpretazione della legge, la valutazione dei fatti e le decisioni restano funzioni esclusivamente umane.
Art. 24: la formazione dei professionisti
Tra i principi della delega al Governo, l'art. 24, comma 2, lettera f), prevede percorsi di alfabetizzazione e formazione all'uso dei sistemi di intelligenza artificiale per i professionisti, che potranno essere organizzati anche dagli ordini professionali. La disciplina concreta, compreso il rapporto con la formazione continua degli avvocati, dipende dai decreti legislativi di attuazione.
Il Calendario dell'AI Act Europeo
Parallelamente alla legge italiana, il Regolamento UE (AI Act) prosegue la sua entrata in vigore progressiva. Secondo l'art. 113 del Regolamento, dal 2 febbraio 2025 si applicano i divieti e l'obbligo di alfabetizzazione (art. 4), dal 2 agosto 2025 le regole sui modelli di IA per finalità generali, dal 2 agosto 2026 la gran parte delle restanti disposizioni, compresi gli obblighi per i sistemi ad alto rischio dell'allegato III, e dal 2 agosto 2027 quelli per i sistemi ad alto rischio integrati in prodotti regolamentati.
Profili Penali: Art. 26 e art. 612-quater c.p.
La legge introduce anche novità sul fronte penale: l'art. 26 introduce una circostanza aggravante comune per i reati commessi mediante sistemi di intelligenza artificiale (art. 61, n. 11-decies, c.p.) e il nuovo art. 612-quater c.p., che punisce con la reclusione da uno a cinque anni chi cagiona un danno ingiusto diffondendo senza consenso immagini, video o voci falsificati o alterati con l'IA.
Adempimenti Pratici per lo Studio Legale
Gli studi legali devono adeguarsi con: informative ai clienti sull'utilizzo di strumenti AI; formazione del personale; revisione contrattuale con clausole di trasparenza AI; e valutazione dei fornitori di servizi AI secondo i nuovi standard di sicurezza.
Fonti: L. 23 settembre 2025 n. 132 (DDL 1146), Regolamento UE 2024/1689 (AI Act), artt. 3, 13, 15, 24 e 26 della legge italiana sull'AI, art. 113 del Regolamento UE 2024/1689. Questo articolo è a scopo informativo e non costituisce consulenza legale.
