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Indica chi sopravvive al defunto: il calcolatore dà le quote della successione senza testamento oppure le quote riservate dalla legge e la quota disponibile, con la norma del codice civile accanto a ogni quota. Il calcolo avviene nel tuo browser e non salva nulla.
| Chi | Quota di ciascuno | Totale | Norma |
|---|---|---|---|
| Coniuge | 1/3 (33,33%) | 1/3 | art. 581 c.c. |
| Figli (2) | 1/3 (33,33%) | 2/3 | artt. 566 e 581 c.c. |
Calcolo indicativo: verificare sempre il caso concreto.
Le frazioni valgono sull’asse ereditario: il valore dei beni, i debiti, le donazioni da riunire e da imputare vanno stimati a parte. Non sono considerati il testamento, le rinunce, la rappresentazione dei discendenti di figli e fratelli premorti (artt. 467 e 468 c.c.) e l’individuazione del parente più prossimo entro il sesto grado, quando non ci sono coniuge, figli, ascendenti, fratelli e sorelle (art. 572): lo strumento indica solo che l’eredità va a lui.
Termini processuali · Prescrizione civile · Interessi legali
Se con il coniuge concorre un solo figlio, il coniuge ha la metà dell’eredità e il figlio l’altra metà; se i figli sono più di uno, il coniuge ha un terzo e i figli si dividono in parti uguali i due terzi (artt. 566 e 581 c.c.).
Se concorre con ascendenti o con fratelli e sorelle, al coniuge spettano i due terzi dell’eredità; il resto va agli ascendenti e ai fratelli, salvo in ogni caso agli ascendenti un quarto dell’eredità (art. 582 c.c.). In mancanza di figli, ascendenti, fratelli e sorelle, al coniuge va tutta l’eredità (art. 583).
Al figlio unico è riservata la metà del patrimonio, ai figli più di uno i due terzi da dividere in parti uguali (art. 537 c.c.). Se c’è anche il coniuge: con un figlio un terzo al figlio e un terzo al coniuge; con più figli la metà ai figli e un quarto al coniuge (art. 542).
No: legittimari sono solo il coniuge, i figli e gli ascendenti (art. 536 c.c.). I fratelli e le sorelle ereditano nella successione legittima, quando non ci sono figli; gli unilaterali hanno la metà della quota dei germani (art. 570).
Il coniuge cui non è stata addebitata la separazione con sentenza passata in giudicato ha gli stessi diritti del coniuge non separato; quello cui è stata addebitata ha diritto solo a un assegno vitalizio, se godeva degli alimenti a carico del defunto (artt. 548 e 585 c.c.).
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Successione legittima: artt. 565-586 c.c. Legittimari e quote di riserva: artt. 536, 537, 538, 540, 542, 544 e 548 c.c. Unione civile: art. 1, comma 21, legge 20 maggio 2016, n. 76. Il calcolo è indicativo e non sostituisce la verifica dell'avvocato sul caso concreto.